Protagonisti di questo film di animazione sono i pinguini: in antartide le coppie di pinguini si riconoscono nel loro amore cantando e covando le uova (la marcia dei pinguini insegna), e il corteggiamento va avanti a colpi di musical. Per una breve perdita dell’uovo che stava covando, il maschio di un di queste coppie avrà come figlio Mambo, un pinguino decisamente diverso dal consueto, stonato come una campana ma con il ritmo nel sangue. Per questa differenza il pinguino viene esiliato e affronterà un viaggio che lo porterà ad incontrare altri pinguini ballerini come lui e la causa della carenza di pesce, fino ad essere catturato dall’uomo e mandato in uno zoo.

Qui il film diventa triste e sembra che debba finire effettivamente così, poi segue una ultima parte (che sembra quasi attaccata lì successivamente, come per poterlo rendere gradevole a tutti i più piccoli spettatori) in cui il ritmo del pinguino convince gli uomini che possa essere una sorta di messaggio di aiuto e lo liberano, seguendolo. Mambo, tornato in antartide, spargerà il ritmo tra le fila dei suoi amici, ottenendo così inverosimili accorgimenti da parte degli uomini per la carenza dei pesci.
Happy Feet è ben realizzato, una via di mezzo tra musical e film di animazione 3D dalla magnifica colonna sonora e con ottime animazioni che sono oramai lo standard per questo tipo di film, la storia resta un po’ ingenua nel finale, comunque è un film godibile sia per i grandi che per i più piccoli, ma non per chi detesta i musical.